Infanticidio sulle colline

E’ atto naturale, sacrificio

Appena dovuto all’arso filare

Che scuote tremende meraviglie:

All’ultimo vento di Novembre

La brina si rinforza, accartocciati pampini

Nascondono dei ragni un’ultima speranza

Un’umida nidiata palpitante.

Il bambino che muore non conta

Se nessuno l’ha visto non c’è colpa:

S’estingue come il nome della madre

S’essicca come il sangue del parto.

Così, è vero, ogni vita si consuma

Col suo dolore confitto in carne e ossa

Mentre grondano di lacrime le mani d’una donna.

Ivan Fassio

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