I)

Ritmo scende in picchiata
Tutto danno interno
E dalla cassa toracica
Spira barocco inverno:
Basta l’ultima fatica
Franta in volata
A rinverdirne l’inferno.

 

II)

Sui sensi affiora

E/spia sospiro ultimo

D’imperfezione:

Odori sparsi

Come polpastrelli

Premono la pelle.

 

III)

O altrettanto pericolante

Chiunque esso sia:

Franto tra rulli

Tra pietrame franato

Al bordo d’orrido granito

Spaurito…

Certo porti a dolce parto

Tutto questo sfare

E che l’altra partenza si libri

Com’è scritta: lieve.

 

Ivan Fassio

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3 Responses to

  1. belacqua ha detto:

    Il primo leggendo un testo di Natàlia Castaldi, il secondo leggendo un testo di Paola Lovisolo, il terzo rispondendo a una nota di Francesco Forlani.. Oggi terminerò un testo scritto leggendo Marco Memeo..

    Ivan

  2. Riccardo ha detto:

    mi piace quello che hai scritto ma dagli un titolo.
    Io ne avevo fatta una simile. Puoi metterne uno e poi ripeterlo col numero romano.

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