Colui che scende nell’arena della sua nuova opera in una straordinaria esaltazione di tutto il suo essere, mentre, da tre giorni, nessuno, tranne sua madre, ha diritto di sguardo sul suo silenzio, nessuno, tranne la più vecchia delle ancelle, ha diritto d’accesso alla sua camera; colui che conduce alla fonte la sua cavalcatura senza bervi egli stesso; (…) colui che indossa la veste del poeta, fra due grandi azioni virili, per onorare la facciata d’una bella terrazza; colui che si distrae durante la consacrazione d’una navata, poiché nel timpano ci sono certe brocche, come branchie, murate per l’acustica; colui che ha avuto in erdità, su terra di manomorta, l’ultima voliera per gli aironi, insieme ad opere bellissime sull’arte della caccia, sulla falconeria; colui che fa commercio, in città, di grandissimi libri, amalgesti, portolani e bestiari; che si dedica tutto ai mutamenti fonetici, all’alterazione dei segni e alle grandi erosioni del linguaggio (…)

Saint-John Perse, Esilio

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