Chiama la parola una storia inventata.. Chiamala parola tu che l’hai smascherata!

S’apre un varco nel tuo equilibrio, sconcerta la scoperta della trappola, tremenda eppure ludica. Terribile fiume di discorsi sprofonda, gorgogliando, nell’orrido dell’ovvio e dell’oblìo. Inspiegabile articolo, sentinella al golgota del tuo balbettìo. Con gotico sospiro preghi la vita perchè viva, implori l’estate perchè esista, giuri sull’incurante testa degli angeli e dei santi..

La parola chiama la circonferenza perfetta, chiamala da un cerchio abbozzato, infinito. Il volo della tenebra non dà pace, con certezza, è sempre appena incominciato.

Da guglie ti sporgi, assetato, estasiato, ai bordi dell’ebbrezza. L’anima è scura armatura che scuote, disperata, la base della cattedrale, i tuoi piedi iniziano a planare, la carne liberata – in cruda luce – ha strappato il collare.

Ci hanno dato la voce, i colori, la materia e gli odori. Ad ognuno manca un tassello per entrare nell’altro, per bramare un estraneo, per scavare in seno a un cielo diverso.

Povera bestia malata, muore al sole, calpestata, chiamando la parola immacolata, dispersa. Bolle il sangue dell’enigma nella voce strozzata.

 

Ivan Fassio

 

 

 

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One Response to

  1. natàlia castaldi ha detto:

    sei un appuntamento da non mancare.
    grazie Ivan.

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