Lo specchio attende l’ora incerta, impaurita, la tua trincea. Di parole ferisci e nel balbettio perisci, affogato, sulle rotte cancellate dalla marea.

La descrizione di te si fa presuntuosa, bomba a orologeria, strada minata esposta a troppi sensi di marcia. Confusione: brusca bisbetica ti si rivolge contro.

Il sentiero che percorri si annoda, sale e scende invidioso, profana qualche angolo immacolato, forza perentorio il cammino verso un traguardo inventato, un gioco bambino, innocente e insensato.

 

Ivan Fassio

 

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2 Responses to

  1. natàlia ha detto:

    Mi piace molto la tua scrittura e ogni volta che vengo qui e trovo frammenti del tuo pensiero è una nuova bella scoperta in cui mi leggo, mi fermo e mi rifletto.
    grazie. n.

  2. memorecoma ha detto:

    Che bella! Non posso che unirmi a natàlia. Grazie, memore.

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