Pare nenia triste, verso di natura selvatica per orecchi del Nord, bianca bandiera disincantata.. “Questo canto di periferia è solo per noi avvezzi ai rumori” mi contraddice un combattente e futuro oratore “Lo useremo per barricate e sabotaggi, per infondere coraggio e infuriare i plotoni, è avanguardia musicale per commilitoni!”

 “Scrivo forte per bere piano, scrivo piano e correte al fronte” pensava chi della propria libertà faceva folle parata solitaria, battaglia d’una mente mai placata.

Ritmi e parole s’involavano come mongolfiere e fumavano, mai stanche, le ciminiere del tempo, le fucine fabbricavano, attente, antiquariato d’ogni età.. E il porto era vuoto da giorni, tutto fuggiva, cambiava colore: il mare, ostinatamente, scalciava sui gabbiani e sommergeva le balere..

Così sei scappata dopo giorni spesi a guardare il soffitto, perché non sopportavi che ogni tuo gesto più ingenuo e casuale si trasformasse in un canto per far ballare stranieri!

 

 

 

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