Nella vigna si muore: per questo, a due passi, ci sta il cimitero. E tu sei sull’albero, appeso, mentre ti pare di vedermi cadere. Le tue mani, come ali, pronte a smetter di planare, il tuo cuore una fossa da iniziare a scavare.  

Nella vigna si muore, la luce verde dell’erba ti appare più scura, la terra si scrosta e inizia a tremare. Tra i capelli ci sono conchiglie, le lische, i tesori del mare. Sul palo s’aggrappa un corvo che sa di cadavere, che ha piume, zampe, becco troppo reali: e nei tuoi occhi aleggia il terrore d’iniziare a svanire.

 

 

Senza avvertimento, d’incanto,

Ti giunge l’avviso – ogni giorno –

D’essere irreale, di non durare

Più d’un battito d’ali, e sai spiegare

– Questa paura di un momento –

Con ragionamenti inusuali.

Osservi la natura cambiare colore

Rivelare un suo lato splendente

Un odore pungente e improvviso.

Con acume hai compreso

Che tra i grappoli e i tralci

– Sotto una scorza di vita –

Una realtà spugnosa s’annida

Condivisa e ingannevole, odiosa,

Che tu provi e non riesci a sfiorare.

 

 

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