Per il vecchio pittore il quotidiano s’apparecchia sulla sbieca tavolozza. E ad opera completa, su tovaglia che strabocca di macchie, insisteva il pennello nei tratti di piatti e bottiglie. Non per te, che di notte indugi su insondati abissi, le forme sussistono. E da magro schermo, nell’azzardo del buio, riconosci un’immagine che scatta. Nei tuoi densi palpiti, fissi l’angolo – ingannatore? – che ti fa immaginare, e la notte s’allunga e diventa un colore – da ricordare. La mattina allarmata riporta al quadro finito, un raggio lo indica immutato – mentre tu, risvegliato, ritorni a sognare.

Per il vecchio pittore s’apparecchia
Il quotidiano vivere su sbieca tavolozza.
L’opera completa è tovaglia di macchie
Che strabocca, il pennello insistendo
Su tratti di piatti e bottiglie. Di notte
Per te non sussiste lo scherzo, riconosci
Nell’abisso che oltrepassa, scattare
Un’immagine che muove e passa.
Il cuore s’ingola, s’allunga la notte,
Fai tesoro del nuovo colore che svelto lascia!
E tremano ancora il tuo umore e il tuo senso.  

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