Un cielo ramato – ma con più vento – dove il tuo sentimento possa tiepidamente sfiorire, dove il tuo cuore si faccia assonnato. Abbastanza perché l’ultimo puntiglio ti liberi – slacciandosi – dall’inutile trama.

Hai camminato a lungo per questo cielo o vento, queste tre fiaccole d’alberi, questa casa. Un luogo si spegne – in quella sera d’aprile – e l’aria si scalda, cammini da solo in un franco sorriso. Chi precedi? Chi incontri? Nessuno è vissuto qui prima d’ora. Nel momento il tuo passo deciso é un’eco di possibilità, un’atmosfera che incoraggia ti svuota. Un bivio di ghiaia, un pergolato ombroso, l’intonaco del giorno si scrosta su un cielo ramato.

                                                                                                                              Ivan

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One Response to

  1. enzo ha detto:

    continuerò a leggerti e a farmi prendere di nuovo da un lieve stordimento. come si dice a persona che inizia un blog? In bocca al lupo?
    ciao
    cardiocactus

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