OTTAVIA BOANO – Punti di Vista

 

 

 

 

Mostra “Punti di Vista” di Ottavia Boano

Asti Palazzo Ottolenghi – 22 dicembre 2008 -6 gennaio 2009

 

È sicuramente gratificante, per chi ama accostarsi spesso all’arte contemporanea, cogliere nell’opera di Ottavia Boano i sottili e molteplici riferimenti a grandi artisti del Novecento. La possibilità di guardare alla sua pittura come a un catalogo illustrato di molte istanze sviluppate da artisti e pensatori del secolo scorso è ancor più di una gratificazione: ci consente infatti di osservare, anche attraverso una manciata di opere, lo scorrere fluido di un percorso certamente figurativo ma, al tempo stesso, concettuale.

Alla mostra allestita a Palazzo Ottolenghi ad Asti (dal 22 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009, organizzata dal consigliere comunale Marcello Coppo), il visitatore può soffermarsi su quindici quadri di Ottavia Boano, realizzati dal 1999 a oggi.

Diplomata all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, la giovane artista affianca da sempre alla passione per l’affresco e per i restauri, la volontà di sperimentare nuove tecniche e di affrontare particolari filoni tematici nel campo dell’arte figurativa.

L’esposizione è significativamente intitolata “Punti di Vista” e presenta opere che hanno come soggetti figure femminili, catturate in atteggiamenti quotidiani oppure colte da angolazioni particolari raramente privilegiate dalla tradizione ritrattistica. La riflessione di Ottavia Boano sulla nostra percezione di ciò che vediamo e guardiamo viene quindi portata alle estreme conseguenze, sia nell’uso dei colori e della luce, sia nella scelta degli argomenti, concreti piuttosto che psicologici, della sua pittura.

 

“La Maschera dell’Illusione” è quadro di splendente decorativismo ma, al tempo stesso, narrativo e teatrale. La veste medievale di un’elegante dama scostandosi rivela un’impalcatura scenica sulla quale s’aggrappa, con postura sensuale, una donna nuda (proiezione essenziale della stessa aristocratica in abito da cerimonia). Architettura psicologica del femminile che, nelle sembianze di giocattolo (l’opera è un pastello su cartone) e in un’atmosfera da vaudeville, ricorda i mondi tanto fiabeschi quanto morbosi della poesia di Emily Dickinson, Sylvia Plath, Angela Carter.

Gli stessi concetti (maschere e maschere nude, orpelli e scabro linguaggio corporeo) sono ripresi in “Punto di Vista 2”. Questa volta una modella da copertina patinata – ritagliata e incollata – si trova nella parte inferiore del quadro. Viene spogliata e spiata dal basso del suo impermeabile nella restante parte di tela, dipinta con forte impatto caricaturale e con tratto sarcasticamente fumettistico.

 

Ivan Fassio

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One Response to OTTAVIA BOANO – Punti di Vista

  1. Klaus Von Mafl ha detto:

    Vero peccato non averla vista, per me.
    Klaus

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