Luglio 15, 2009
Lo specchio attende l’ora incerta, impaurita, la tua trincea. Di parole ferisci e nel balbettio perisci, affogato, sulle rotte cancellate dalla marea.
La descrizione di te si fa presuntuosa, bomba a orologeria, strada minata esposta a troppi sensi di marcia. Confusione: brusca bisbetica ti si rivolge contro.
Il sentiero che percorri si annoda, sale e scende invidioso, profana qualche angolo immacolato, forza perentorio il cammino verso un traguardo inventato, un gioco bambino, innocente e insensato.
Ivan Fassio
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Pubblicato da belacqua
Luglio 15, 2009
L’erba alta
Ti nasconde – eri ancora un bambino -
Tuttavia non sei mai stato uomo,
Orde di genti strane
Ti hanno portato fin qui,
Nelle case dei tuoi avi,
Nei prati in cui correvi.
Hai affinato le tue tare
Con astuzia e con ardore:
Infine, inutilmente, hai creato.
Ivan Fassio
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Pubblicato da belacqua
Luglio 15, 2009
Eppure racconta ancora una volta
Questa eco stonata
Tornata attraverso una spessa folata
Di vento.
Eppure racconta, ancora, irritata
Mossa allo spregio,
Passata dai rulli,
Nei rovi impigliata,
s’è incastrata nel leggìo…
L’ascoltiamo e ridiamo
Povera cosa malata
Portasse una buona notizia
Non la solita storia stantìa.
Ivan Fassio
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Pubblicato da belacqua
Luglio 15, 2009
Nella sua notte spirituale
- Sguardo spiritato
Accoltellava il cuscino -
Scrisse due frasi, anonime, innocue.
Furono ripetute per anni
e poi scordate. Nessuno mai seppe
A chi eran riferite.
Ivan Fassio
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Pubblicato da belacqua