I
A chi è destinato il nostro blaterare,
Per quanto si possa trasformare,
Per quanto ci possa cambiare?
Il tuo cervello fa la ruota
Pavoneggia per ciò che compone.
Crederà infine alla necessità
Che tutt’altro significhi ciò che propone,
Il suo ostinato tentare, il suo amore.
Saprà in tempo, con stupore,
Che ogni tradimento è pur sempre creazione?
II
Si muove nube beata
Nell’ora fresca serale
Quando stendevi bambino
Il tuo corpo, il caldo sentivi
Del prato svanire.
Sfiorisce il tuo tardo crepuscolo
Per me e per ognuno
Che possa descriverlo,
Per te e per qualcuno
Che possa afferrarlo.
III
Ci rubavamo l’un l’altro gli stracci
Nella serata inconsolabile
Nello scompartimento strapieno.
Fare chiasso era il nostro dovere
- Anime stanche ammalate -
Infastidire il nostro prossimo
Diventava mestiere.
Eravamo bestie in torride galere,
Fumava il nostro treno sgangherato
Che ci trainava nel vuoto
Senza un futuro, un passato.
Al nostro collo mai un laccio allentato.
IV
L’ingiallita carta
Di questo libro che stringi
- Ricordati -
E’ stata il sogno
Di pomeriggi spenti,
Il pensiero maligno
Di un viso che sbianca
Di una parola che stinge.
Ivan Fassio
Settembre 5, 2009 alle 7:19 pm |
bellissimi questi frammenti! E’ bello leggerti.
n.