Il più grave tra ogni sforzo l’agonia di sé: gioioso torpore nella creta del mondo
Occorre librarsi dal suolo, prendere il volo a due mani e portarlo al comando.
Come un bambino che sfiorare il lampadario voglia – il suo volere è un’essenza -
Ché ormai luce, i colori sono entrati negli occhi, un miraggio d’oasi riverbera
E gli occhi non sono presenza ma puro scenario, claudicante abbaglio d’estasi.
Paesaggio fuori fuoco s’offre a noi perdenti, ai viaggiatori, innocenti, sognatori
Quando nel centro del dolore si volge il desiderio – retaggio d’ogni antico sfacelo -
In desolato sguardo su scorci spopolati, inumani spazi: siano palazzi, nuvole o cielo.
Ivan Fassio
Agosto 19, 2009 alle 10:00 am |
Quando nel centro del dolore si volge il desiderio – retaggio d’ogni antico sfacelo -
e retaggio di ciò che appartiene agli astri
un caro saluto Ivan
paola